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Posts Tagged ‘UNA’

Silenzioso
come una foglia
che si schiude al sole,
profumato come un giglio
al suo compleanno,
più bello
di un narciso narcisista,
più sicuro
di un nido
su una quercia,
ricercato come la
fonte della giovinezza.

Narciso Shin

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È mezzogiorno, tutto è tutto nero
e all’improvviso rosso di tanto in tanto
All’angolo di una strada che non esiste più
la morte passeggia come a casa sua.

Io me ne infischio, aspetto l’arcobaleno
e l’arcobaleno è il mio amante
L’amore si nasconde chi sa dove
l’amore si trova chi sa quando
l’amore si fa chi lo sa come
l’amore è più giovane della morte
anche se sono nati lo stesso giorno
All’angolo di una strada che non esiste più
che è appena andata via
la morte puttaneggia adescatrice.

Io me ne infischio, aspetto il mio amante
Sono sicura che oggi per lei
non ci sarà nessun cliente.

Jacques Prévert (1900-1977)

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“Che terribile bellezza! Da quest’istante strappo dalla mia mente qualsiasi altra donna”
Terenzio, Eunuco, II, 4

Voglio una coppa piena sino all’orlo
E dentro annegarci l’anima:
Riempitela d’una droga capace
Di bandire la Donna dalla mente.
E non voglio dell’acqua poetica, che scaldi
I sensi al desiderio lussurioso,
Ma una sorsata profonda
Tracannata dalle onde del Lete,
Per liberare con un incanto il mio
Petto disperato dall’immagine
Più bella che gli occhi miei festanti
Videro, intossicandone la mente.

È inutile – mi perseguita struggente
La dolcezza di quel viso.
Lo sfavillio del suo sguardo splendente –
E quel seno, terrestre paradiso.

Mai più felice sarà la vista mia,
Ché ha perso il visibile ogni sapore:
Perduto è il piacere della poesia,
L’ammirazione per il classico nitore.

Sapesse lei come batte il mio cuore,
Con un sorriso ne lenirebbe la pena,
E sollevato ne sentirei la dolcezza,
La gioia, mescolata col dolore.
Come un toscano perduto in Lapponia,
Tra le nevi, pensa al suo dolce Arno,
Così sarà lei per me in eterno
L’aura della mia memoria.

John Keats (1795-1821)

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Che mi ami tu lo dici, ma con una voce
Più casta di quella d’una suora
Che per sé sola i dolci vespri canta,
Quando la campana risuona –
Su, amami davvero!

Che mi ami tu lo dici, ma con un sorriso
Freddo come un’alba di penitenza,
Suora crudele di San Cupido
Devota ai giorni d’astinenza –
Su, amami davvero!

Che mi ami tu lo dici, ma le tue labbra
Tinte di corallo insegnano meno gioia
Dei coralli del mare –
Mai che s’imbroncino di baci –
Su, amami davvero!

Che mi ami tu lo dici, ma la tua mano
Non stringe chi teneramente la stringe;
È morta come quella d’una statua
Mentre la mia brucia di passione –
Su, amami davvero!

Su, incendiamoci di parole
E bruciandomi sorridimi – stringimi
Come devono gli amanti – su, baciami,
E l’urna, poi, delle mie ceneri seppelliscila nel tuo cuore –
Su, amami davvero!

Johon Keats (1795-1821)

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