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Archive for ottobre 2007

Che fai laggiu' bambina
Con quei fiori appena colti
Che fai laggiu' ragazza
Con quei fiori seccati fiori
Che fai laggiu' bella donna
Con quei fiori che appassiscono
Che fai laggiu' gia' vecchia
Con quei fiori che muoiono
Aspetto il vincitore. 

Jacques Prevert

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Assunto mio malgrado nella fabbrica delle idee
mi sono rifiutato di timbrare il cartellino
Mobilitato altresì nell'esercito delle idee
ho disertato
Non ho mai capito granché
Non c'è mai granché
né piccolo che
C'è altro.
Altro
vuol dire che amo chi mi piace
e ció che faccio.



Jacques Prévert

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Cercherò nella tua pelle l’anima
quella che mi può, che mi può dare
l’aria
io non so se c’è qualcosa di più
lo non so se c’è ma adesso ci sei tu
Chiuderò dopo di te tutte le porte
dormirò con te
voglio che da qui nessun sogno
vada via
io non so c’è qualcosa di più
io non so se c’è ma
L’importante è,
che resti tu.
Entra con me ma senza parlare
entra e stringi con me questa vita.

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Deh, Violetta, che in ombra d’Amorenegli occhi miei sì subito apparisti,aggi pietà del cor che tu feristi,che spera in te e disiando more.Tu, Violetta, in forma più che umana,foco mettesti dentro in la mia mentecol tuo piacer ch’io vidi;poi con atto di spirito cocentecreasti speme, che in parte mi sanala dove tu mi ridi.Deh, non guardare perché a lei mi fidi,ma drizza li occhi al gran disio che m’arde, ché mille donne già per esser tardesentiron pena de l’altrui dolore.    Dante Alighieri

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La donna mia quand’ella altrui saluta,ch’ogne lingua deven tremando muta,e li occhi no l’ardiscon di guardare.Ella si va, sentendosi laudare,benignamente d’umiltà vestita,e par che sia una cosa venutada cielo in terra a miracolar mostrare.Mostrasi si piacente a chi la mira,che dà per li occhi una dolcezza al core,che ‘ntender no la può chi non la prova:e par che de la sua labbra si movaun spirito soave pien d’amore,che va dicendo a l’anima:”sospira”    Dante Alighieri

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“[…]Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,prese costui della bella personache mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.Amor, ch’a nullo amato amar perdona,mi prese del costui piacer sì forte,che, come vedi, ancor non m’abbandona.Amor condusse noi ad una morte:Caina attende chi a vita ci spense”. Queste parole da loro ci fur porte.”[…]Noi leggiavamo un giorno per dilettodi Lancilotto come amor lo strinse:soli eravamo e sanza alcun sospetto.Per più fiate li occhi ci sospinsequella lettura e scolorocci il viso;ma solo un punto fu quel che ci vinse.Quando leggemmo il disiato risoesser baciato da cotanto amante,questi che mai da me non fia diviso,La bocca mi baciò tutto tremant.Galeotto fu il libro e chi lo scrisse:Quel giorno più non vi leggemmo avante”.     Dante Alighieri dalla Divina Commedia

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Quanto più mi disdegni più mi piaci,e quan’ tu mi dì “taci”,una paura nel cor mi discendeche dentro un pianto di morte v’accende.Se non ti incresce di veder morirelo cor che tu m’ai tolto,amor, l’ucciderà quella paurach’accende il pianto del crudel mantìre,che mi spegne del voltol’ardire, in guisa che non s’assicuradi volgersi a guardar negli occhi tuoi;però che sente i suoisì gravi nel finir che li contende,che non li può levar, tanto li ‘ncende!    Gianni Alfani

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