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Il tuo ricordo

Odo l’eco del tuo ricordo,
Tremo a sentirlo ancora,
Lo credevo spento e invece arde,
Lo vedevo cupo e invece brilla,
nascondendosi di tanto intanto
per poi sorgere e sorprendermi.
Lacrima il mio cuore inaridito
quando il tempo smette di correre
per volare ai momenti vissuti con te.
Dannato niente, oggi mi avvolgi,
mi stringi, mi soffochi, proprio come
fece lei quando divenne la mia vita.
Amarti non fu che una meravigliosa
illusione, più vera della realtà.
E oggi che sei solo utopia tardo a riconoscere le mie paure e le mie speranze.

 

Simone Giuliani

per Sabrina Cucci

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Ancora qui

Alto si volge l’oblio
altro diviene il mio destino
Eppure invano corro
Più la’ del nulla
Ma è qui che mi ritrovo
Un po’ più vecchio
E tu non sei più qui

L’aria

Vorrei essere l’aria che respiri,
giungerei li vicino al tuo cuore.
Ospite e osservatore, vicino ma non dentro,
Proprio come sono oggi.
Ma vedrei se davvero quel cuore che non cede ama ció che io non posso che invidiare.

Il mazzo di fiori

Che fai laggiu' bambina
Con quei fiori appena colti
Che fai laggiu' ragazza
Con quei fiori seccati fiori
Che fai laggiu' bella donna
Con quei fiori che appassiscono
Che fai laggiu' gia' vecchia
Con quei fiori che muoiono
Aspetto il vincitore. 

Jacques Prevert

Mio malgrado…

 

Assunto mio malgrado nella fabbrica delle idee
mi sono rifiutato di timbrare il cartellino
Mobilitato altresì nell'esercito delle idee
ho disertato
Non ho mai capito granché
Non c'è mai granché
né piccolo che
C'è altro.
Altro
vuol dire che amo chi mi piace
e ció che faccio.



Jacques Prévert

Cercherò nella tua pelle l’anima
quella che mi può, che mi può dare
l’aria
io non so se c’è qualcosa di più
lo non so se c’è ma adesso ci sei tu
Chiuderò dopo di te tutte le porte
dormirò con te
voglio che da qui nessun sogno
vada via
io non so c’è qualcosa di più
io non so se c’è ma
L’importante è,
che resti tu.
Entra con me ma senza parlare
entra e stringi con me questa vita.

Deh, Violetta, che in ombra d’Amorenegli occhi miei sì subito apparisti,aggi pietà del cor che tu feristi,che spera in te e disiando more.Tu, Violetta, in forma più che umana,foco mettesti dentro in la mia mentecol tuo piacer ch’io vidi;poi con atto di spirito cocentecreasti speme, che in parte mi sanala dove tu mi ridi.Deh, non guardare perché a lei mi fidi,ma drizza li occhi al gran disio che m’arde, ché mille donne già per esser tardesentiron pena de l’altrui dolore.    Dante Alighieri